MAESTRO ZBM (Attivo alla metà del ‘500)
PANDORA APRE IL VASO 1557

Bulino, mm 365 x 235 . Stato: II/II

Bella prova, nel secondo stato di due con l’aggiunta del monogramma CB in basso a destra. Impressione stampata su carta vergata avente filigrana “Lettere CB nel cerchio” databile al ‘600. Foglio in ottimo stato di conservazione completo di piccoli margini oltre la linea di inquadramento. Al verso il timbro di collezione del giurista Alexander Anderdon Weston (1822-1901) Lugt 65.

L’opera, ricca di riferimenti simbolici, in passato è stata attribuita a Battista Angolo del Moro.

L’opera negli anni è stata elemento di profondi studi da parte di vari esperti. Panofsky ritenne la stampa di Domenico del Barbiere attivo a Fontainebleu data la presenza della sigla D.B. senza però approfondire il monogramma ZBM che compare a sinistra. Fu poi Bruillot a identificare questo monogramma con Giovanni Battista Mantovano, mentre Nagler e Dillon lo attribuiscono a Battista del Moro. Secondo Dillon vi è un forte raffronto fra le incisioni più mature di del Moro e questa stampa per le caratteristiche chiaroscurali e stilistiche simili. Vista l’elaborata iconografia anche il significato dell’opera ha avuto varie interpretazioni. Panofsky identifica la figura in Pandora che apre il vaso e diffonde i mali perché vittima dell’ignoranza e perciò raffigurata come cieca. Per Bellini invece la donna che si copre gli occhi intende significare di non essere pronta a sopportare la luce della verità. Il diavolo sulla destra fugge alla luce profusa dalla saggezza raffigurata nella donna in secondo piano che accende la lucerna.

Bibl: Incisori del XVI secolo nella pinacoteca di Faenza, pag. 44 (copertina di catalogo); Passavant, VI, p 173; Welsh Reed – Wallace, Italian etchers of The Renaissance e Baroque, Boston 1989, n 21.

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