GIOVANNI BENEDETTO CASTIGLIONE (1609-1675)
Il Genio, 1648
Acquaforte, mm 241×360. Stato: III/III

Bellissima prova nello stato definitivo, con l’aggiunta della scritta “Alla pace” dopo la data 1648. Esemplare stampato su carta vergellata avente filigrana “Tre monti sormontato da giglio”. Foglio completo di piccoli margini oltre la linea di inquadramento e il distico bianco in basso. Esemplare con minimi restauri, in ottimo stato di conservazione.
Il soggetto è una allegoria sull’essenza del genio artistico. L’azione distruttiva del tempo rende vane le realizzazioni umane. Ma l’arte è in grado di cristallizzare e trascendere il tempo. Il putto con la tromba indica la corona di alloro che simboleggia la Fama. Il cesto con i polli e il coniglio rappresentano la fecondità, mentre la tavolozza, i pennelli e il foglio di musica alludono alla produttività dell’artista.

Un tema sempre caro a Castiglione che in più di una lastra ha rifletturo sulla caducità delle cose e della gloria umana di fronte all’eternità e all’azione distruttiva del tempo.
La libertà di segno del maestro genovese è più che riuscita in questo foglio, considerato tra i suoi più riusciti. Le morsure modellano la luminosità e definiscono le forme. L’artista restituisce ambientazioni in cui ci sono spesso rovine, tipico omaggio al passato, e una
natura selvaggia composta di animali e piante. La morte è sempre percepibile nei rimandi di ossa e reperti antichi.
La lezione Rembrandtiana è sempre molto evidente nelle incisioni di questo grande artista.

Bibl: Bellini 56
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