FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES (1746-1848)
YA VAN DESPLUMADOS 1799

Acquaforte, acquatinta e puntasecca, mm 217×151. Prima edizione di dodici

Superbo esemplare nella rara prima edizione di dodici stampata in 300 esemplari. Prova in perfetto stato conservativo, con ampi margini oltre l’impronta del rame. In questa impressione si può apprezzare la qualità della resa dell’acquatinta e dei passaggi tonali nella granitura della lastra. Opera facente parte della serie dei Capricci che ha avuto dodici edizioni. Solamente la prima, di cui questa incisione fa parte, viene curata da Goya mentre le altre sono postume. Tavola numero 20.

La serie è concepita come una satira nei confronti dei vizi dell’uomo e l’immoralità di certi comportamenti. La critica di Goya è estesa a tutti i settori della società, nessuno escluso. Ne I Capricci i temi rappresentati sono: l’inganno nelle relazioni tra uomo e donna, il corteggiamento, la prostituzione e i matrimoni di convenienza; la satira sulla maleducazione e l’ignoranza, argomento chiave dell’illuminismo. Goya incide anche le false credenze e le superstizioni dovute all’ignoranza. Infine esprime la condanna dei vizi radicati nella società, in particolare nel clero. Alcune lastre denunciano gli abusi di potere dei ceti sociali più elevati, lo sfruttamento del popolo e l’ingiustizia della legge.

In questo foglio gli uomini, allusivamente interpretati come uccelli, sono attratti dal bordello e spennati. Le prostitute li colpiscono con le scope. Altri due uccelli, in bilico sopra la testa, cadranno e saranno spennati. Dietro le due donne ci sono due figure, apparentemente frati con rosari intorno alla vita, che si godono la scena.

Bibl: Harris 1964 n° 55
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