FEDERICO BAROCCI (1535-1612)
L’ANNUNCIAZIONE 1582

Acquaforte, mm 312×435. Stato: II/II

Splendida acquaforte del maestro urbinate stampata con inchiostratura ricca di toni. Prova impressa su carta vergellata avente filigrana “Doppio Cerchio e Giglio arcaico”. Il foglio è in ottimo stato di conservazione, primo di restauri.

L’Annunciazione di Barocci è sempre citata fra i capolavori dell’acquaforte italiana. Riproduce con fedeltà la pala eseguita dal Barocci stesso per la cappella di Francesco Maria II duca d’Urbino nella basilica di Loreto, ed oggi in Pinacoteca Vaticana. La decisione di tradurre su rame il dipinto dipese probabilmente dalla volontà di assicurare una maggiore divulgazione all’opera, nonchè forse da motivazioni di ordine economico.

Questo foglio è un capolavoro di tecnica esecutiva. Qui il Barocci sperimenta forse per la prima volta nella storia della grafica l’idea delle morsure differenziate, elemento tecnico volto a rendere l’effetto prospettico e luministico dei segni attraverso più passaggi tonali.

Lo spazio è governato con sapienza ed equilibrio, le figure si muovono con grazia e dolcezza e sembrano quasi non sentire il peso delle proprie membra che leggere s’intravedono dagli splendidi drappeggi degli abiti. Tutto è pervaso da una mistica fede e da una luce non terrena, gli sguardi della Vergine e dell’angelo parlano in silenzio, la pace e la serenità abbracciano tutto ciò che sta accadendo, anche lì, in basso a sinistra dove uno splendido gatto dorme su una sedia. Dolce il paesaggio di Urbino entra dalla finestra.

Il segno usato dal Maestro è moderno, forte e graffiante, fresco e sicuro. Bellissima è la descrizione che fece il Vasari delle incisioni dell’urbinate: “… Fece con queste considerazioni (opere) e sfumate e tanto dolci, che col colore non si farebbe altrimenti …”. Immaginare un’opera del Barocci (che tanto fu legato al colore nella sua pittura) priva di coloritura sembrerebbe quasi impossibile, ma in quest’opera tutto è risolto senza l’uso di essa e del colore quasi non si avverte lassenza.
Federico Barocci fu autore di solo quattro lastre e quindi le sue acqueforti sono da considerarsi molto rare e ricercate dal collezionismo di tutto il mondo. Egli lavorò a Roma poi a Perugia oltre che ovviamente nella sua città natale, e come pittore ha tutt’ora un posto di grande rilievo nell’arte a cavallo tra ‘500 e 600.

Le sue opere sono già preludio al barocco ormai alle porte, il suo modo di usare il colore ed il suo personalissimo “sfumato” fanno del Barocci un’artista di levatura forse ancor più alta di quella accreditatagli. Le altre tre incisioni da lui eseguite sono: “La Madonna tra le nuvole”, il “‘San Francesco che riceve le stigrnate” e “II perdono di Assisi”.

Bibl: Bartsch 1
Euro: RISERVATA

STUDIO FABRIZIO PAZZAGLIA

Ci occupiamo di Arte grafica dal 1999.

DOVE SIAMO

Via Calzapalla, 1
61029 Urbino (PU)

CONTATTI
SEGUICI SU