CORNELIS CORT (1533-1578)
PROMETEO O TIZIO 1566

Bulino, mm 387×312. Stato: II/III con la firma del Cort

Bellissimo esemplare con inchiostratura nitida e omogenea di questo elaborato soggetto derivato da un lavoro di Tiziano. Prova completa di tutta la parte figurata, rifilata all’impronta del rame nel secondo stato di tre prima dell’indirizzo di Scolari.

Esemplare stampato su carta vergellata databile alla seconda metà del ‘500. Si segnala uno strappo richiuso al centro, visibile perlopiù al verso.

La stampa deriva da un disegno oggi conservato a Madrid nel Museo del Prado. Originariamente il dipinto apparteneva alla serie de i “Condannati” o le “Furie”, tema richiesto a Tiziano dalla regina Maria d’Ungheria tra il 1547 e il 1548. A questa serie appartenevano anche Sisifo, Tantalo, ed Issione, queste ultime due andate perdute. Prometeo è incatenato alle rocce del monte Caucaso con il ventre squarciato dall’avvoltoio che gli strappa le viscere. Tiziano si servì della collaborazione di Cornelis Cort per divulgare le sue opere. Il maestro fiammingo rivoluzionò la tecnica del bulino grazie all’utilizzo di strumenti con sezioni diverse, in grado di incidere segni più o meno larghi, capaci di dare profondità e vibrazioni.

Lo stesso Rubens vide questo foglio, che fu di ispirazione per un grande dipinto con lo stesso soggetto.

Bibliografia: Hollstein 190.
Euro: 700

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