ALBRECHT DURER (1471-1528)
La Resurrezione 1510

Xilografia, mm 397×283. Stato: unico, prova coeva col testo in latino stampato al verso databile al 1511.

Bellissimo esemplare stampato con inchiostratura nitida ed uniforme di questo
splendido soggetto facente parte della Serie della Grande Passione, incisa dal maestro
tra il 1498 e il 1510. Esemplare impresso su carta vergata coeva con filigrana non
meglio identificabile, completa alla linea di inquadramento dell’immagine, in ottimo
stato di conservazione. Si segnalano minimi restauri. La serie della “Grande Passione”,
realizzata tra il 1496-1511, è composta dal titolo e da undici tavole. Durer interpreta i
drammatici eventi finali della vita di Cristo, con contrasti di luce ed ombre, dove l’armonia
nelle composizioni deriva dallo studio della prospettiva e della proporzione. L’artista
realizzò sette delle dodici xilografie della serie della Grande Passione tra il 1497 e il
1500 e produsse altre quattro xilografie, l’Ultima Cena,
l’Arresto di Cristo, la Discesa nel limboe la Resurrezione molto più tardi nel 1510.
L’anno seguente pubblicò la serie in forma di libro con versi latini composti da Benedict
Schwalbe e un disegno del frontespizio, Cristo come l’uomo dei dolori, in contemporanea
con una seconda edizione dell’Apocalisse e la prima edizione della sua serie della
Vita della Vergine. Dürer ha venduto queste stampe separatamente per molti anni prima
dell’edizione del libro. La differenza nello stile e nella realizzazione tecnica tra le prime
stampe della serie e quelle fatte circa dieci anni dopo,
dimostra chiaramente la perfezione tecnica raggiunta dal maestro negli anni successivi.
Due i mutamenti significativi introdotti: da un lato il tratteggio diventa più uniforme
nella direzione e nello spessore e dall’altro la creazione di un tono medio. Mentre nelle
stampe precedenti zone piccole di nero sembravano sovrapposte a una superficie bianca
di base, ora l’impressione è di zone relativamente piccole di bianco ricavate da una base
grigia. Questo genera passaggi dal neutro al chiaro e dal neutro allo scuro che creano
valori luministici mai raggiunti prima in xilografia. La forza della rappresentazione è nel
Cristo trionfante che, come ha evidenziato Wofflin “atteggia i piedi nel passo ideale
degli italiani e contrasta con le figure raggomitolate delle guardie addormentate”. Esiste
un disegno preparatorio a penna (W. 485) oggi al kupferstichkabinett di Berlino che
mostra evidenti legami con la xilografia.

Bibl: Meder 124; Bartsch 15
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